"Un chilo di piume, un chilo di piombo", di Donatella Ziliotto, Lapis Edizioni
Confesso di averlo acquistato in prima battuta per le illustrazioni di Grazia Nidasio (quella della Stefi e di Valentina Melaverde), che io adoro, e poi anche per il tema trattato, ovvero gli anni della seconda guerra mondiale visti dagli occhi di una undicenne triestina felice e vivace. Io, che non amo mai le prefazioni, voglio dichiarare fin da subito che ho trovato godibilissima (perché sincera) quella di Bianca Pitzorno, amica dell'autrice. Poi veniamo ai contenuti: durante la guerra scorrono inevitabili tante tragedie disumane anche davanti agli occhi e sulla pelle dei bambini, ma capita pure che alcuni legami umani si rafforzino e, se si ha la fortuna di avere intorno una bella famiglia, tutto si ridimensiona un poco e sarà possibile continuare a vivere miracolosamente la propria infanzia e la neo adolescenza senza perdere il sorriso. Le mie bambine sono ancora piccolissime, ma se la maggiore avesse già otto o nove anni le avrei di sicuro proposto la lettura di questo bel testo di narrativa, poiché c'è dentro tanta gioia di vivere e tanta consapevolezza della caducità della vita e delle ingiustizie del mondo. Lo stile è fresco, sintetico, schietto; quando meno te lo aspetti è anche poetico. Di certo non è retorico né melanconico. Sullo sfondo ci sono tantissime lezioni di storia che sta a noi adulti affrontare con i piccoli lettori (gli anni della dittatura, le deportazioni degli ebrei, Radio Londra, il cibo razionato e i gatti serviti come fossero conigli ...). Oggi è il 25 aprile e mi va di postarlo proprio in quest'occasione perché, nel finale del libro, arriva finalmente la Liberazione. Buona lettura a tutti!

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